Quali capi bisogna mettere nel trolley per le vacanze estive? Pochi pezzi per creare diversi outfit giocando con abbinamenti e accessori strategici.

Qualsiasi sia la meta tra mare montagna città è indispensabile una selezione di capi versatili con cui giocare con la nostra creatività per creare outfit funzionali e chic.

Quali sono questi capi chiave? Sono capi che prima di tutto non dovrebbero mai mancare nel nostro guardaroba.

La camicia bianca.

L’importanza della camicia bianca è stata decretata da Gianfranco Ferré l’architetto della moda. Grazie a Ferré la camicia bianca è diventata un capo versatile da indossare in qualsiasi momento della giornata sia in modo easy che elegante. Si abbina durante il giorno con una gonna e/o un pantalone pulito lineare; per un aperitivo con gli amici con bermuda e ciabattine; per una serata speciale con una maxi gonna.

I look trendy con la camicia bianca emergono maggiormente dallo street style delle fashion week dove sono abbinate a shorts con ciabattine e/o col tacco; in versione aperta in lino sopra un top prezioso o come copricostume. La vera rivoluzione nel modo di indossarla è stata sdoganata attraverso i social dove vengono suggeriti look con abbottonatura nella parte posteriore girando il verso della camicia e/o sfalsata giocando anche con le maniche. Questa ultima proposta è lo styling dell’estate.

Lo slip dress.

Sembra la camicia da notte della nonna in seta e pizzo un pezzo vintage che evoca ricordi pieni di affetto. Di solito in lino sottile cotone o seta con dettagli macramè. Un capo apparentemente semplice che diventa sensuale a seconda del contesto.

Si tratta della rivisitazione dello slip dress affermatosi alla fine degli anni ’80 le cui radici risalgono alle sottovesti strutturate delle corti europee del XVI secolo. Designer come Calvin Klein e Narciso Rodriguez sono i primi ad averla riportata in primo piano.

Indimenticabile lo slip dress di Rodriguez disegnato per il matrimonio di Carolyn Bessette con John Kennedy Jr. e quello indossato dalla top model Christy Turlington per la campagna del profumo Eternity per Calvin Klein. Quello che è entrato a far parte della storia della moda è lo slip dress blu notte rifinito in pizzo nero disegnato da John Galliano per Lady Diana per il Met Gala nel dicembre 1996.

Rear view of a woman sitting with a parasol on the beach
Costume intero.

Il costume intero è sempre più virale. Pratico per fare il bagno è diventato nel tempo così sofisticato da essere indossato in abbinamento a una gonna pareo per un aperitivo in spiaggia e/o una maxi gonna o pantalone palazzo per altri contesti.

Grazie all’introduzione di filati in lastex e jersey il costume intero è diventato uno status symbol negli anni ’30 fino a valorizzare la silhouette femminile negli anni ’50. Sono iconici quello bianco indossato da Grace Kelly in “Caccia al ladro” e quello rosso da Marilyn Monroe in “Come sposare un milionario” fino al modello cult della serie Baywatch negli anni ’90. Attualmente si indossa come top prevalentemente la sera.

L’effetto uncinetto.

L’artigianalità e il fatto a mano sono tornati in primo piano nella moda. L’effetto uncinetto con il suo tocco retrò-chic è in primo piano sotto diverse forme. Il bikini combinato: slip in lycra e top uncinetto da usare con un bermuda e camicia annodata in vita; la bandana per tenere sotto controllo i capelli al mare per un allure senza tempo che ricorda lo stile di Brigitte Bardot. Si può indossare sia per un outfit easy che con lo slip dress per la sera.

Cappello modello cuffia conosciuto anche come mesh hat è un cappello traforato in crochet da indossare dal giorno alla sera. Choker e girocollo creati con filati spessi e perline completano sia gli outfit da spiaggia che quelli in città in giro per musei e vicoli. L’abito in maglia traforata è la vera novità dell’estate. Può essere indossato sopra il bikini o con una sottoveste nude per la sera.

Lo street style della fashion week di Copenhagen è ricco di look di pizzi e ricami che sottolineano questo mood vintage e romantico. Le radici dell’uncinetto risalgono alla cultura hippie come simbolo di ribellione alla produzione industriale di massa.

Il foulard.

Un accessorio che fa parte del guardaroba delle nostre mamme e nonne e continua a rivelarsi attuale è il foulard. Grazie ai tutorial sui social il foulard si trasforma facilmente in un capo d’abbigliamento versatile.

Può diventare un drop top a triangolo: piegato a metà e allacciato dietro la schiena e il collo o sul seno, perfetto per un mood bohémien se abbinato a pantaloni a vita alta. Top monospalla: infilato sotto le braccia e annodato di lato per un look minimale e moderno. Top halter con anello: facendo passare i lembi superiore in un anello di resina o metallo prima di legarlo dietro il collo perfetto per una cena.

Introdotto nel guardaroba moderno nel 1937 grazie al celebre carré di seta stampata di Hermès nel formato classico 90×90 cm, il foulard ha origine antichissime tra Cina ed Egitto. Oggi è perfetto sia per il giorno che per la sera e si può riutilizzare anche come bandana e/o cintura.

Il ventaglio.

Grazie alle temperature sempre più calde il ventaglio è diventato un accessorio must-have pratico e trendy. Riscoperto dallo street style della fashion week è diventato parte del look. Dior lo ha utilizzato come invito alla sua ultima collezione haute-couture alla Fashion Week di Parigi.

In versione bambù e tela di lino dipinto a mano per il giorno e in pizzo o con le piume per la sera.

Si è diffuso nell’Europa rinascimentale tra le donne aristocratiche non solo come oggetto decorativo in avorio e seta ma come oggetto di seduzione e comunicazione silenziosa appoggiandolo sul viso lontano da sguardi indiscreti.

La cravatta

Un altro accessorio inaspettato di stagione è la cravatta rubata dal guardaroba maschile come cintura. In seta stampata o tricot si infila nel passante interno per essere chiusa con una spilla da balia gioiello. Si può indossare sia al punto vita che sui fianchi o infilata nei passanti di un jeans o una gonna.

Nata nel XVII secolo durante la Guerra dei Trenta anni quando i mercanti croati al servizio della Francia indossavano un foulard in stoffa annodato al collo. Ormai la cravatta continua a reinventarsi nell’utilizzo spezzando i codici dell’abbigliamento maschile tradizionale.

Queste scelte di styling dimostrano come un guardaroba essenziale e sostenibile possa essere attinto da un armadio di famiglia o da un negozio second-hand a prescindere dalla destinazione della vacanza.

Questa pratica di prendere in prestito capi da familiari e/o amici viene definito closet-riding. Un modo intelligente di fare riciclo creativo evitando lo shopping pre-vacanza dell’ultimo minuto.

Dare una seconda vita a capi vintage permette di creare uno stile unico personale e non omologato e fast fashion. Non serve portarsi dietro l’intero armadio ma pochi pezzi per creare diverse combinazioni.

La vacanza è un wash-out da tutto e anche da tutti per godersi momenti come un aperitivo al tramonto. L’accessorio più bello e d’impatto da indossare d’altra parte rimane sempre il sorriso ovunque e in qualsiasi momento per stare bene e rilassarsi.

Entra nella nostra community clicca qui: Newsletter

Sostienici, clicca qui: PINK