L’aspetto negativo di leggere un romanzo magnetico, che ti avvince fino alla fine trasportandoti in un altrove, è che dopo non solo ti senti “orfana” della storia, ma soprattutto piombi in un limbo fatto di una sola domanda: “Cosa leggerò adesso?”

Alcuni romanzo, mentre li leggi, ti cambiano qualcosa dentro. Ed è ciò che è accaduto con Stella randagia di Piera Ventre edito da NNeditore. La scrittrice ricama, attraverso una prosa antica, fatta di termini desueti e aulici, e insieme nuova, caratterizzata da scelte stilistiche moderne, un racconto che ha in sé il fiabesco di Basile e il gotico dei grandi romanzieri dell’Ottocento: una storia di donne, di vicinanza e di mistero, di storia e di ignoto.

La protagonista è Esterina, una giovane donna che giunge a Napoli dal Friuli per lavorare presso la casa dei Ribas, nel Palazzo Spinelli, dimora di leggende e superstizioni.

A condurla nella città partenopea, dedalo di umanità e di vie, come arterie e vene, tra vicoli e bassi, buio e luce, e poi finalmente l’azzurro del mare, è la decisione del prete del villaggio di allontanarla dal suo dolore, facendole cambiare aria. Il suo ruolo dovrà essere quello di prendersi cura di una bambina, Malvina, dall’aspetto deforme e dalla salute cagionevole, tenuta segregata in una delle tante stanze della casa.

Malvina è una creatura infinita, debole nel corpo ma dotata di un raro acume e di una profonda sensibilità, capace di cogliere il non detto e di ascoltare la voce di un’altra ragazza che in quel palazzo ha trovato la morte: Bianca.

Si sentono gli odori della cucina mentre si legge; si scorge un’affaccendata Filomena, la serva tuttofare che mescola ingredienti, blatera in dialetto e si pulisce le mani, mai ferme, vicino a un canovaccio o al grembiule. E si ascolta il grammofono che irradia musica napoletana per tutte le stanze. Si sente strusciare, come il sibilo di una vipera, il passo ora lento ora veloce di Bianca, mentre Malvina è intenta a sciorinare rosari infiniti.

Il lettore guarda la vita dei personaggi come da uno spioncino: è un vicino di casa curioso e, a tratti, spaventato. In quella dimora, che sembra il palcoscenico di una commedia, forte è il contrasto tra i rumori della città, la vivacità della vita e i silenzi e i segreti della casa, dove misteri e morte aleggiano come spifferi.

Attorno a Malvina, Ester e Bianca si muovono infatti i personaggi di Porzia, la madre della piccola, innamorata unicamente di se stessa; Giacomo, il padre, giornalista senza capacità; e Orsola, la zia, zitella rancorosa e bigotta.

Siamo nel 1909-1910, alla vigilia di un evento unico che creerà non poco scompiglio: il passaggio della cometa di Halley.

E allora, mentre tutti attendono la fine del mondo, Ester e Malvina vanno incontro alla vita “in allegrezza e in grannezza”, perché loro conoscono bene l’agguato della morte e del dolore, della reclusione e della paura e l’affrontano senza timore.

Stella randagia è uno squarcio, un taglio che mostra l’ipocrisia di una società superficiale ed effimera, fatta di egoismo e vanagloria. È la storia di un legame tenero, di un incontro salvifico, di una possibilità: quella di essere finalmente liberi di tracciare la propria rotta, proprio come una “stella randagia”

Link per l’acquisto: Stella randagia

Entra nella nostra community clicca qui: Newsletter

Sostienici, clicca qui: PINK