Le perle sono un accessorio diventato anticonformista e genderless nel tempo. Sono probabilmente il gioiello più antico del mondo perchè appaiono come vengono create dalla natura. Sono state simbolo del potere imperiale romano e della raffinatezza e purezza rinascimentale.
La scoperta delle perle risale al 5.500 a.C. sulla base di un sito di sepoltura in Umm al-Quwain in cui è emerso il loro valore rituale e spirituale oltre che estetico. La “Perla di Susa” è il gioiello più antico che sembra essere appartenuta a una principessa persiana ed è attualmente custodita al Museo del Louvre.
Tra il 1500 e il 1660 l’epoca di Elisabetta I d’Inghilterra sono diventate il gioiello preferito dei reali perchè più visibile dei diamanti grezzi dell’epoca. Grazie all’espansione degli imperi coloniali nell’800 è aumentata la domanda di perle naturali. Cartier nel 1917 acquistò la sua storica sede sulla Fifth Avenue a New York scambiandola con due collane di perle naturali perchè erano considerate un investimento più sicuro dell’oro e degli immobili.
La svolta si è avuta intorno al 1910-1920 grazie a Kokichi Mikimoto che perfezionò la tecnica inserendo manualmente un nucleo nell’ostrica. Prima di questa tecnica delle perle coltivate era molto raro trovare una perla naturale. Per trovare infatti una perle di buona qualità era necessario aprire circa 10.000 ostriche. A tutt’oggi le perle di valore rimangono quelle naturali e non coltivate.
Da Chanel alla Westwood.
La vera rivoluzione democratica delle perle si è avuta con Coco Chanel. Lei è stata la prima a dire che non importava se le perle fossero vere o finte perché l’importante era l’effetto estetico. La vera innovazione è stata introdurre le perle finte in stile easy chic dando l’avvio a una bigiotteria raffinata. Ha lanciato la tendenza di mixare lunghi fili di perle vere a quelle finte da indossare sopra i maglioni neri permettendo a ogni donna di indossarle indipendentemente dal proprio status sociale rompendo così le regole del lusso tradizionale. D’altra parte come soleva dire Coco “una donna ha bisogno di fili e fili di perle”
Negli anni ’60 le perle sono diventate un simbolo timeless per definire lo stile di una ragazza e delle spose. Una collana iconica è il sontuoso girocollo a cinque fili di perle unite a una fibbia a forma di fiore con cristalli Swarovski indossato in abbinamento a un tubino nero da Audrey Hepburn in “Colazione da Tiffany”.Uno stile ripreso negli anni anche dal brand Céline.
Negli anni ’70 sono diventate simbolo di ribellione grazie a Vivienne Westwood. Ha aggiunto ai fili di perle borchie teschi e il suo conico logo “Orb” il pianeta con la croce. Un girocollo chocker dall’animo rock disponibile sia nella versione perle bianche che nere. Le perle diventano un gioiello punk chic dimostrando una versatilità inedita adatto a qualsiasi target di ceto sociale.

Collane iconiche.
Anche Prince uno dei più grandi cantanti degli anni ’90 le ha celebrate attraverso la canzone Diamonds and Pearls. Il designer Calvin Klein ha regalato alla sua seconda moglie Kelly Rector una collana di ventotto perle naturali con un pendente a goccia appartenuta a Wallis Simpson Duchessa di Windsor.
Una collana comprata a viglia del lancio del profumo Eternity come simbolo della loro unione che è stata rivenduta dalla ex moglie a un’asta di Sotheby’s. Anche il cinema con “Il diavolo veste Prada 2” ha confermato le perle come trend contemporaneo. Il personaggio di Andy Sachs indossa una collana di perle bianche con chiusura a T-bar in oro e diamanti di Jemma Wynne in abbinamento a un look minimalista in alternanza a più fili di perle girocollo stile Chanel unitamente ad altre catene in oro giallo per look moderni e sofisticati.
Il femminismo e le perle.
Le perle sono state sono state associate in diversi modi al femminismo evolvendosi da simboli di purezza e conformismo a icone di potere femminile e resilienza. Il processo delle perle da granello di sabbia in un’ostrica ricoperta da strati di madreperla per proteggere l’organismo viene associato come metafora della lotta e della forza delle donne che trasformano le difficoltà e le sofferenze storiche in qualcosa di prezioso e splendente.
Nel tempo sono diventate una componente fondamentale del power pressing politico. L’iconica collana di perle di Kamala Harris è un omaggio alla sua sorellanza universitaria del gruppo alpha kappa alpha e simboleggia la solidarietà tra le donne. Le suffragette storiche come Susan B. Anthony e Emmeline Pankhurst hanno utilizzato le perle come simbolo di unità durante il movimento per il diritto al voto.
Superstizione.
Sono anche associate a una radicata superstizione secondo cui portino lacrime. Nell’Antica Grecia si credeva fossero le lacrime degli dei. In Oriente venivano scambiate per gocce di pioggia cadute dal cielo mentre in Giappone erano associate al dolore delle vedove dei pescatori che non facevano ritorno. Non hanno sempre rappresentato un simbolo di tristezza. Per gli Antichi Romani erano simbolo di felicità coniugale e prosperità e in Oriente portatrici di saggezza e protezione.
Matrimonio.
Molte spose ancora oggi evitano di indossarle il giorno del matrimonio per timore di attirare infelicità. Una credenza alimentata dalle storie di sovrane sfortunate come Maria Antonietta e la Regina Vittoria che le indossava in particolare modo nei periodi di lutto. Sembra però che ci sia un “antidoto” per annullare l’incantesimo. In caso vengano regalate basta offrire una piccola moneta al donatore in modo che il regalo si trasformi simbolicamente in un’acquisto. Un altro escamotage è regalarle in numero pari.
Una curiosità non risaputa è che le perle hanno bisogno di essere indossate spesso. Grazie al contatto con la naturale idratazione della nostra pelle mantengono la loro lucentezza. Non bisogna lasciarle per troppo tempo in un cassetto perché potrebbero opacizzarsi. Bisogna sempre indossarle per ultime e toglierle per prime per non rovinarle perché profumi creme possono togliere la lucidità.

Evoluzione stilistica.
Si è avuta una evoluzione stilistica. Sono sempre più diffuse le perle dalla sfera irregolare e imperfetta; sono passate da icone di bon ton ad accessorio ribelle e genderless. Cantanti famosi come Harry Styles, Lenny Kravitz, Pharell Williams hanno sdoganato le collane di perle trasformandole in un trend gender-fluid. AncheTimothèe Chalamet le ha indossate spesso con completi sartoriali.
Come indossarle?
Sono un accessorio indispensabile per definire un look minimalista. Le perle bianche con la camelia stile Chanel dall’allure parigino sono un classico dello stile versatile. Le perle nere hanno il fascino del mistero per un’eleganza sofisticata con jeans e camicia bianca; rock chic nelle nuance del viola e del rosa; di impatto nelle varie sfumature di bianco. Le perle grigie dai riflessi metallici sono da preferire per un black total look.
Sono un accessorio di carattere con cui giocare in un mix creativo nei contrasti di look dal minimalista al taglio sartoriale e il classico bon ton. Anche il bracciale a più giri di perle ha il potere di attirare l’attenzione come protagonista assoluto. Scegliete un filo di perle lungo per sottolineare la silhouette e un filo con nodo per creare movimento.
Non abbiate paura di osare. Qualsiasi stile preferiate dal bon ton a quello deciso o sperimentale andrà bene purché sia il vostro stile.
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