Le nostre lettrici non cercano più il principe azzurro. Vorrebbero solo un uomo con software aggiornato e bug limitati. Insomma un medioman.
Medioman, what else? Le favole ci hanno fatto un danno enorme. Per anni ci hanno raccontato che avremmo dovuto aspettare il principe azzurro: bello, coraggioso, romantico, pronto a sfidare draghi, streghe e sette montagne pur di raggiungerci.
Poi siamo cresciute.
E oggi, dalle email che arrivano in redazione, abbiamo scoperto una verità sorprendente: nessuna cerca più il principe.
Le donne cercano il normodotato. Un Medioman standard.
Prima che qualcuno si offenda, precisiamo: abbiamo ricevuto autorizzazione a raccontare alcune storie, ma abbiamo modificato nomi e dettagli per tutelare la privacy delle protagoniste. E forse anche quella dei normodotati mancati.

Caso numero uno: il filosofo sentimentale.
Giulia, 39 anni, ci racconta di un uomo colto, intelligente, pieno di opinioni su qualsiasi argomento esistente sulla Terra. Lui aveva una teoria precisa: una donna può essere davvero felice soltanto nell’amore.
Le spiegava come avrebbe dovuto vivere, cosa avrebbe dovuto desiderare, quali priorità avrebbe dovuto avere.
«Tu lavori troppo.»
«Tu sei troppo indipendente.»
«Tu dovresti rallentare.»
Poi, un giorno, per una fortuita combinazione di algoritmo e destino, Giulia scopre che il filosofo sentimentale passava interi pomeriggi a commentare foto di una certa Nathalie.
Nathalie aveva competenze che Giulia non possedeva: un bikini leopardato e una notevole capacità di assumere pose su un cofano.
«In quel momento» ci scrive Giulia «non mi si è spezzato il cuore. Mi si è spezzata la sceneggiatura.»
Comprensibile.

Caso numero due: l’uomo che odiava i giochi.
Francesca, 35 anni: «Io odio i giochi psicologici», le disse al secondo appuntamento.
Tre giorni dopo sparì.
Ricomparve cinque giorni dopo: «Scusami, sono uno che quando sta male si chiude.»
Poi sparì di nuovo.
Poi tornò. Per poi sparire ancora.
A un certo punto Francesca racconta di aver smesso di vivere una relazione e di aver iniziato a seguire una serie Netflix. «Aspettavo la nuova stagione.»
Caso numero tre: il rivoluzionario delle donne libere.
Elena, 42 anni. Femminista convinto, progressista, illuminato, sostenitore delle donne indipendenti. Pubblicava citazioni, articoli, riflessioni.
Le disse: «Adoro le donne forti.»
Dopo qualche mese aggiunse: «Però potresti essere meno impegnata, meno presente sui social, meno presa dal lavoro e magari dedicarti un po’ di più a me.»
In pratica amava le donne indipendenti purché fossero indipendenti in orari compatibili con i suoi.
Da Cenerentola al centro assistenza tecnica.
La verità è che a vent’anni cercavamo l’uomo perfetto.
Poi la vita fa il suo lavoro. E a una certa età il livello delle richieste diventa sorprendentemente realistico. Non chiediamo castelli. Nemmeno serenate sotto il balcone. Non chiediamo addominali scolpiti, yacht o tramonti a Santorini.
Vorremmo semplicemente qualcuno che dica: «Ti chiamo domani» e che il giorno dopo — colpo di scena — chiami davvero. O qualcuno che non faccia conferenze TED sulla nostra vita mentre la propria sta prendendo fuoco in tre punti diversi.
Qualcuno che non confonda profondità emotiva con confusione. Qualcuno che non sembri un progetto di ristrutturazione. Il principe azzurro era una fantasia. Il normodotato, invece, pensavamo fosse statistica.
A giudicare dalle vostre email, però, stiamo iniziando a sospettare che sia diventato una creatura mitologica.
Un po’ come gli unicorni. O gli uomini che dicono: «Parliamone» e poi parlano davvero.

E voi?
Vi siete mai imbattute in un normodotato mancato? Nel filosofo sentimentale che spiegava la vita agli altri, nell’uomo che odiava i giochi psicologici salvo trasformare ogni relazione in una caccia al tesoro, o nel grande sostenitore delle donne indipendenti purché fossero indipendenti entro limiti ben precisi?
Scriveteci le vostre storie: promettiamo di cambiare nomi, dettagli e identità per proteggere le protagoniste. E forse anche i diretti interessati.
Perché a questo punto la domanda è una sola: il normodotato esiste davvero o stiamo inseguendo il Bigfoot sentimentale?
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