Un programma di successo che oltre al mero intrattenimento può insegnare qualcosa di specifico sulle relazioni umane: come non comportarsi!

Usiamolo per spiegare le relazioni tossiche queste le parole provocatorie del docente e scrittore Enrico Galiano. Il professore di lettere di scuole medie ha infatti affermato che il successo di Temptation Island non può essere ignorato o etichettato semplicemente come trash, ma anzi, potrebbe costituire un momento di riflessione in ambito scolastico.

La provocazione dell’insegnate ha alimentato il dibattito sempre più crescente sulla necessità dell’educazione sessuale nelle scuole. Siamo a livelli di emergenza tra violenze e femminicidi. Inutile ignorare la tv, l’educazione sesso-affettiva a scuola deve essere obbligatoria afferma il professor Galiano in un’intervista a Fanpage.it.

Quindi anche un programma di tale risonanza può essere uno strumento per analizzare le relazioni tossiche. Manipolazione, possesso scambiato per amore, gelosia e controllo, umiliazione e violenza psicologica, sono tutte dinamiche relazionali presenti nel quotidiano che vengono proposte in Tv come intrattenimento. Se non si può porre un freno ad un intrattenimento per lo più ritenuto diseducativo, che almeno possa essere utilizzato per un’analisi critica.

Perché piace così tanto?

Il successo di Temptation Island è innegabile. Il programma, giunto alla quindicesima edizione, è divenuto per molti italiani un appuntamento fisso delle serate estive. I dati d’ascolto confermano inoltre un grosso impatto sulla popolazione giovanile, con il 55% di share tra i giovani tra i 15 e i 19 anni. C’è da chiedersi: perché un reality incentrato sui problemi di coppia e su relazioni disfunzionali piace così tanto? La risposta è tanto semplice, quanto complessa. I reality hanno sempre attirato l’attenzione del pubblico, basti pensare alle tante produzioni televisive esistenti.

Ma Temptation Island non è solo un reality in cui il pubblico spia e si interessa della vita di perfetti sconosciuti. È, come si definisce esso stesso, un viaggio nei sentimenti, o almeno vorrebbe esserlo.

È un programma incentrato su problemi relazionali di coppia. Le coppie che si iscrivono per partecipare hanno però, il più delle volte, dei gravi problemi. Problemi che non dovrebbero essere risolti in televisione, ma attraverso una terapia di coppia. Ecco il punto critico.

Temptation Island piace proprio perché i problemi delle coppie sono gravi e il più delle volte insostenibili all’interno di quella che dovrebbe essere una relazione sana e matura. Il pubblico è, nella maggior parte dei casi, affascinato dalla gravità della situazione. Più vi è gelosia, controllo, possesso, tossicità, più la faccenda si fa interessante.

È innegabile che allo spettatore medio piaccia farsi gli affari degli altri, ecco perché i reality hanno così tanto successo. Ma il dato preoccupante è l’interesse dei giovanissimi. Essi infatti rischiano di non vedere le dinamiche tossiche all’interno del programma per quelle che sono, ma, anzi, di percepirle come interessanti, forti, coinvolgenti.

Falò di confronto come analisi critica.

Qui ritorna la provocazione del professor Galiano. Se nelle scuole è vietato insegnare l’educazione sesso-affettiva, ma poi i giovani guardano con interesse programmi il cui focus sono le dinamiche relazioni tossiche, c’è un problema.

Ecco perché potrebbe essere un’idea, per quanto ardita, utilizzare il programma come base per insegnare qualcosa sulle relazioni. I falò di confronto, momento clou del programma, potrebbero essere un momento di dialogo tra allievi e insegnati per analizzare le dinamiche relazionali. Non si tratta semplicemente di prendere le parti di, ma di comprendere in che modo si svolge il dialogo tra i due contendenti.

Il più delle volte, infatti, durante questi confronti, vi è sempre uno dei due che vuole prevaricare sull’altro. Far capire che in una relazione sana il dialogo è alla base e non si dovrebbe mai aggredire l’altro o impedirgli di parlare, potrebbe essere un primo passo per un insegnamento affettivo adeguato.

Durante i falò di confronto, spesso, fin troppo spesso, chi è nel torto cerca di interpretare la parte delle vittima, rovesciando di fatto la situazione. O ancora, il pianto di pentimento è spesso solo un modo per trattenere l’altro a sé, non vi è dietro un reale senso di colpa.

Per quanto il conduttore, Filippo Bisciglia, cerchi di mediare queste situazioni, capita che alcune coppie decidano di uscire insieme dal programma nonostante la relazione disastrosa. Questo esito non dovrebbe essere percepito dal pubblico come un lieto fine, perché nella maggior parte dei casi la situazione, che a volte data la gravità avrebbe bisogno di ben altro che un programma Tv, non è risolta. Alcune coppie escono dal programma con gli stessi problemi di prima, se non ancora di più.

Come recita lo stesso programma, con nuove consapevolezze, interpretate erroneamente però. Una coppia che esce insieme dal programma dopo bugie, tradimenti, manipolazioni, gelosie, non è un lieto fine. È la continuazione di una relazione che era già tossica.

Scambiare tossicità per amore.

I gesti eclatanti che si vedono all’interno del programma o che ascoltiamo nei confessionali sono segno d’amore? Assolutamente no. Il problema grave è che la maggior parte del pubblico pensi di sì. Giovani e meno giovani.

Sui social, durante le puntate, i commenti alle scelte dei concorrenti non si fanno attendere ed è pericolosamente interessante come molti utenti elogino comportamenti al limite del legale. Molti atteggiamenti tossici infatti vengono scambiati per prove d’amore, quando invece sono solo sintomo di una relazione malata.

Correre da un villaggio all’altro, spingendo via i cameraman, perché accecati dalla gelosia e mettere in scena un faccia a faccia con il tentatore solo per dimostrare chi è l’uomo più alpha non è amore. Chi si comporta così non è innamorato, è solo estremamente geloso di una persona che ritiene sua, termine usato più volte dallo stesso concorrente.

Controllare i follower del fidanzato e sapere nomi e cognomi di tutte le ragazze non è amore.

È mania del controllo. È insicurezza che sfocia in una gelosia ossessiva. La lista potrebbe essere molto più lunga, ma bastano questi due esempi per capire quali siano i comportamenti tipo dei concorrenti.

La gravità sta nel fatto che il pubblico, soprattutto i giovani, scambiano questi comportamenti estremi per amore incommensurabile. Molti, infatti sui social si esprimono a favore di tali atteggiamenti, con frasi del tipo Anche io vorrei uno così geloso che ci tiene così tanto a me, o ancora Fa bene a spiare i follower sui social, brava.

Se questo è uno dei tanti risultati del non insegnare l’educazione sesso-affettiva nelle scuole, forse dovremmo porci due domande. Perché se oggi, una giovane o un giovane ritiene amore atteggiamenti del genere, domani si riterrà innamorato e giustificato nel compierli o nel subirli.

Un’analisi critica dei comportamenti dei partecipanti al programma per spiegare quali siano i comportamenti che esprimono amore e quelli invece che esprimono solo controllo e manipolazione dovrebbe essere alla base per un’educazione affettiva e comportamentale.

Non è normale!

È importante far capire, soprattutto ai giovani, che subire tali comportamenti tossici da parte del partner non deve essere la normalità. Gelosia, controllo, manipolazione, non sono sintomi d’amore. Chi li subisce dovrebbe invece avere amor proprio, alzare la testa e scappare il più lontano possibile.

All’interno del programma c’è poi anche chi, palesemente non più innamorato del partner, non perde tempo ad umiliarlo e ridicolizzarlo davanti agli altri e alle telecamere. Anche questi comportamenti vanno ritenuti tossici. L’umiliazione pubblica non dovrebbe in alcun modo essere perdonata perché è chiaro che non derivi dall’amore, ma dal disprezzo, dal senso di superiorità.

Il tradimento fisico è solo la goccia che fa traboccare un vaso già stracolmo. Se in una coppia non vi è rispetto, ma continue umiliazioni, violenze psicologiche, se i sentimenti amorosi sono palesemente evaporati, non è necessario arrivare a vedere un tradimento in diretta Tv per capire che non vi è nulla da recuperare. Molti concorrenti si illudono di poter recuperare il rapporto con il proprio partner almeno fino a quanto non vi è un tradimento fisico evidente.

Questo messaggio non è quello che dovrebbe passare.

Il tradimento è solo l’ennesima prova di un sentimento già agli sgoccioli. La relazione è già finita nel momento in cui uno dei due contendenti dichiara di non essere più innamorato, o se continua a ribadire tutti i lati negativi della persona che ha accanto.

Spesso il tradimento o il flirt con uno dei tentatori o delle tentatrici è la situazione meno grave. Perché prima di arrivare a questo vi sono state umiliazioni e denigrazioni che dovrebbero essere un motivo ben più importante per lasciare una persona.

Il problema all’interno del programma, che può avere risvolti anche nelle relazioni giovanili del pubblico, è che il tradimento viene percepito come atto imperdonabile, neanche troppo, per cui valga la pena arrabbiarsi e piangere. Mentre umiliazioni pubbliche no. Il messaggio che dovrebbe essere veicolato è che se una persona umilia, esercita violenza psicologica, manipola e controlla non ama.

L’illusione perfetta.

All’interno dei rispettivi due villaggi, quello delle fidanzate e quello dei fidanzati, vi sono le figure dei tentatori e delle tentatrici. Essi sono lì per tentare i concorrenti. A volte sono il canale tramite il quale un concorrente si apre sui propri problemi di coppia, altre volte possono essere un supporto emotivo. È chiaro però che la vera tentazione abbia come focus la nascita di un nuovo flirt. Questa dinamica costituisce un’illusione perfetta.

Infatti tentatori e tentatrici sono pagati per essere lì e comportarsi in quel modo. È il loro lavoro. Certamente, può succedere che tra un concorrente e un tentatore o tentatrice possa nascere qualcosa. Ma come si può avere la certezza che a telecamere spente il flirt non sia stato solo un’illusione? Non è un caso isolato, infatti, che i concorrenti si illudano di poter iniziare una nuova relazione con il tentatore di turno.

La maggior parte dei tentatori e delle tentatrici, infatti, esercita un potere puramente persuasivo sui concorrenti. Spesso si comportano esattamente come i concorrenti vorrebbero che si comportassero i loro partner. I tentatori e le tentatrici fanno, da copione, leva sulle mancanze dei concorrenti. La situazione a volte risulta surreale.

I concorrenti sono spesso convinti che il loro tentatore sia effettivamente perfetto, che possa dar loro tutto ciò che nella relazione manca, senza capire che sono semplici figure specchio. Riflettono, senza nemmeno nasconderlo troppo, i desideri dei concorrenti.

Non è effettivamente detto che nella vita reale si comporterebbero così. Quest’illusione sembra nascere da una mancata percezione delle realtà dei concorrenti. Vedono solo quello che vogliono vedere, senza comprendere pienamente che tentatori e tentatrici stanno per lo più recitando una parte.

Anche questa dinamica insegna qualcosa di importante. È bene sempre distinguere cosa è reale e cosa è fittizio. Illudersi che qualcuno possa essere perfetto solo perché, nel momento del bisogno, sembra incarnare tutto ciò di cui si è manchevoli, è solo un ennesimo modo di farsi del male.

Un viaggio poco consapevole.

Temptation Island, il  reality sul viaggio nei sentimenti, è in fin dei conti un calderone di illusioni e comportamenti disfunzionali. Immersi in un’atmosfera idilliaca, tra mare e salsedine, i concorrenti sperano di poter risolvere i propri problemi di coppia. Spesso, tornano a casa con più problemi di prima. Raramente chi esce dal programma torna a casa con le tanto decantate nuove consapevolezze.

Per quanto provocatoria, però, la proposta del professor Galiano non è poi così assurda a ben pensarci. Utilizzare le dinamiche di un programma così seguito per analizzare comportamenti e relazioni potrebbe essere un primo passo per spingere i giovani, e anche meno giovani, a comportarsi adeguatamente.

Qualcuno sostiene che Temptation Island potrebbe essere un programma interessante se all’interno dei villaggi ci fosse uno psicologo o un terapista di coppia. Probabilmente è la verità. Ma è altresì probabile che così facendo Temptation Island smetterebbe di avere la sua componente trash. Sarebbe ancora così seguito?

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