Paola Frassinetti dedicò la propria vita all’istruzione delle bambine e delle ragazze in un’Italia in cui studiare era ancora un privilegio. La sua storia ci ricorda che ogni conquista femminile passa prima di tutto dalla conoscenza.
L’11 giugno la Chiesa cattolica ricorda Paola Frassinetti, religiosa italiana nata a Genova nel 1809 e fondatrice delle Suore di Santa Dorotea. Oggi il suo nome è conosciuto soprattutto negli ambienti religiosi, ma la sua storia ci riguarda eccome: l’educazione delle ragazze.
Quando Paola Frassinetti iniziò la sua opera, nell’Italia dell’Ottocento, l’istruzione femminile era ancora un privilegio riservato a poche. Se nelle famiglie più agiate alcune ragazze potevano ricevere una formazione di base, per molte (troppe) altre l’orizzonte era limitato alle competenze considerate utili alla futura vita domestica.
Leggere, scrivere e far di conto non erano ancora diritti universalmente riconosciuti, soprattutto per le bambine provenienti dai ceti popolari.
In questo contesto, Paola Frassinetti maturò una convinzione destinata a guidare tutta la sua esistenza: l’educazione non doveva essere un privilegio, ma un’opportunità aperta a tutte. Per lei l’istruzione non era soltanto trasmissione di conoscenze, ma uno strumento di crescita personale, dignità e autonomia, capace di incidere concretamente sul futuro di una ragazza.
Una visione che oggi può apparire ovvia, ma che nell’Italia della prima metà dell’Ottocento rappresentava una scelta tutt’altro che scontata. Educare una bambina significava infatti riconoscerle un valore che andava oltre il ruolo tradizionalmente assegnato alle donne e scommettere sulle sue capacità, sulle sue aspirazioni e sul suo diritto a partecipare in modo più consapevole alla vita della società.
Prima di votare, dovevano imparare a leggere
Nel 1834, a Quinto al Mare, nei pressi di Genova, Paola Frassinetti fondò la congregazione che sarebbe poi diventata quella delle Suore di Santa Dorotea. L’obiettivo era chiaro: dedicarsi all’educazione della gioventù, con particolare attenzione alle ragazze e alle bambine provenienti dai contesti più difficili. L’iniziativa si sviluppò rapidamente e nel 1841 Paola si trasferì a Roma, da dove contribuì a diffondere la sua opera educativa nello Stato Pontificio e non solo.
Nella capitale trovò il luogo ideale per ampliare la propria opera educativa, aprendo scuole e formando nuove religiose destinate a proseguire la sua missione. Da Roma la congregazione si diffuse progressivamente anche in altre città italiane e all’estero.
Un diritto acquisito con fatica.
Colpisce un aspetto della sua vicenda. Paola Frassinetti non apparteneva al mondo accademico e non aveva ricevuto una formazione scolastica paragonabile a quella che oggi consideriamo normale. Eppure, intuì qualcosa che oggi appare evidente: senza istruzione non esiste vera possibilità di scelta. Nel 2022, durante un’udienza concessa alle Suore di Santa Dorotea, Papa Francesco richiamò l’importanza dell’educazione e della formazione, indicando nell’eredità di Paola Frassinetti un esempio ancora attuale.
A distanza di quasi due secoli, la sua storia invita a una riflessione. Oggi l’accesso alla scuola sembra un diritto acquisito, ma per generazioni di donne non lo è stato. Dietro ogni ragazza che ha potuto studiare, lavorare e costruire il proprio futuro, ci sono anche persone come Paola Frassinetti, che hanno scelto di investire sull’educazione femminile quando farlo non era affatto scontato.
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