Tra divulgazione, curatela e nuovi linguaggi: il percorso di Elisabetta La Rosa: una storica dell’arte che ha trasformato una passione in un progetto concreto e in continua evoluzione. L’abbiamo intervistata per voi.

Ci sono percorsi che nascono quasi per caso e poi diventano una direzione precisa. Quello di Elisabetta La Rosa parte dalla scuola, da un incontro con l’arte che non resta teoria ma si trasforma, nel tempo, in un lavoro concreto fatto di mostre, progetti e divulgazione.

Il suo profilo @unaragazzadarte nasce nel 2020, in un momento sospeso come la pandemia, e cresce come spazio personale e professionale insieme: un luogo in cui raccontare l’arte contemporanea e il proprio sguardo su di essa.

Senza forzature e senza costruzioni troppo patinate, Elisabetta porta avanti un’idea semplice ma non scontata: parlare d’arte oggi, sostenendo gli artisti e creando connessioni reali tra pubblico e opere. In questa intervista racconta come tutto è iniziato e dove sta andando.

Su Instagram, il tuo profilo si chiama “una ragazza d’arte”, una scelta significativa che ti rappresenta quanto? E perché? 

unaragazzadarte (che sarebbe una ragazza ad arte ho unito le due a) nasce nel 2020 in piena pandemia, laureata da qualche mese avevo deciso di mostrare in modo significativo il mio mondo ad arte, ho pensato al mio profilo come un contenitore d’arte, qualcosa che potesse raccontare di me e della mia mission come storica dell’arte. unaragazzadarte mi rappresenta a 360 gradi è ciò che sono, è quello che sento.

Da cosa e come è nata la tua passione per l’arte e per gli artisti? Come hai fatto a trasformarla in una professione di successo?

Nasce fra i banchi di scuola, la professoressa di storia dell’arte mi ha fatta innamorare del suo modo di raccontare l’arte, aveva una capacità coinvolgente di parlare degli artisti, così durante una delle sue lezioni mi dissi “voglio farlo anche io!” Ho poi deciso di laurearmi in storia dell’arte e dedicarmi al mondo del contemporaneo. Il successo se di successo possiamo parlare, consiste nell’amore per l’arte, nella vocazione a voler sostenere gli artisti di oggi che cercano di far conoscere la loro arte e tramandare un messaggio.

Come si svolge la tua giornata tipo? 

Solitamente mi sveglio, porto mia figlia a scuola e poi iniziano gli appuntamenti: call telefoniche, meeting dal vivo. Quando sono in fase di progettazione mostre, la maggior parte del tempo mi dedico alla stesura del catalogo mostra e alla progettazione dell’allestimento. Ultimamente ho in corso anche un altro progetto ambizioso ma non posso ancora svelare nulla 

Qual è l’obiettivo più importante che vuoi raggiungere oppure che hai raggiunto e di cui vai fiera?

Ci tengo a precisare che ogni progetto espositivo è per me un grande traguardo. Sono particolarmente soddisfatta della realizzazione del volume d’arte internazionale Espressioni d’arte, recentemente presentato presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia di Roma e dell’incarico di docenza presso il master Mant dell’Università degli Studi di Roma TorVergata per gli anni 2024 e 2025. 

Per il futuro ho ancora diversi obiettivi che mi sono a cuore e per i quali sto lavorando.

Raccontaci chi sei al di là dell’arte e della tua professione; cosa ti piace fare e quali sono le tue passioni? 

Può sembrare inusuale ma l’arte è una delle mie passioni più grandi, sono costantemente attenta al mercato dell’arte, amo girare per fiere d’arte. 

Ho un forte passione per la musica, in una delle vite precedenti sono stata una cantante (risata). Poi sono una mamma e tante delle mie energie sono dedicate a mia figlia che riesce a farmi guardare il mondo con gli occhi di un bambino.

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