Dai romanzi witchy a TikTok, passando per estetiche lunari, erbe, candele e atmosfere dark: il ritorno delle streghe non è soltanto una moda, ma il simbolo di un nuovo immaginario femminile.
Candele accese accanto ai libri, lune appese alle pareti, erbe essiccate, abiti neri, romanzi fantasy al femminile, tarotTok, atmosfere sospese tra mistero e libertà. Negli ultimi anni l’estetica witchy è tornata ovunque: sui social, nelle serie tv, nella moda, nell’editoria.
Ma davvero il ritorno delle streghe è soltanto una tendenza estetica? Probabilmente no. Perché la figura della strega continua a raccontare qualcosa che riguarda profondamente il femminile contemporaneo: il desiderio di libertà.
Chi sono le streghe?
Per secoli la parola “strega” è stata usata per definire donne considerate pericolose. Donne sole, guaritrici, levatrici, donne che vivevano fuori dalle regole sociali o che semplicemente possedevano conoscenze considerate “scomode”. In molti casi, più che la magia, a spaventare era la loro indipendenza.
Come storica delle donne ho studiato a lungo questi meccanismi culturali e simbolici, anche durante la scrittura del mio romanzo per Rizzoli, Figlie Selvagge, dedicato alle janare beneventane. Dietro la figura della “strega”, infatti, si nasconde spesso una realtà molto più complessa di quella raccontata dall’immaginario popolare. Donne che conoscevano le erbe, la medicina tradizionale, il corpo femminile, oppure semplicemente donne considerate troppo libere per il loro tempo.
Ed è forse anche per questo che oggi le ragazze continuano a sentirsi attratte da quell’immaginario.
La strega moderna.
La strega moderna non è necessariamente una figura oscura o inquietante. È diventata, piuttosto, il simbolo di una donna intuitiva, autonoma, creativa, legata alla natura e non completamente addomesticata da un mondo che spesso pretende perfezione continua.
Non bisogna dimenticare che la persecuzione delle streghe fu anche una costruzione culturale e politica. Nel 1487 venne pubblicato il Malleus Maleficarum, uno dei testi più tristemente celebri della caccia alle streghe europea. Il libro descriveva le donne come creature più deboli moralmente, più inclini al peccato e dunque più facilmente “corrotte” dal demonio. Per secoli contribuì ad alimentare paura, sospetto e violenza contro migliaia di donne.
Non è un caso che abbiano avuto tanto successo romanzi come Circe o serie tv come Chilling Adventures of Sabrina, così come il boom delle atmosfere romantasy e delle estetiche “witchcore” su TikTok e Pinterest. Persino anni fa Vogue aveva intuito il ritorno di questo immaginario femminile, molto prima che diventasse mainstream.
E il fascino delle streghe attraversa ormai tutta la cultura pop contemporanea: dalle atmosfere gotiche di The Craft alle nuove reinterpretazioni femminili della magia nelle serie tv e nei romanzi fantasy, fino al successo planetario delle estetiche “witchcore” sui social.
La strega è diventata un’icona culturale capace di mescolare ribellione, femminilità e desiderio di potere personale.

Endora.
Anche per questo, negli ultimi anni, sul canale YouTube Endora io e le ragazze di Pink abbiamo spesso raccontato figure femminili dimenticate, processi per stregoneria, miti legati alle janare e il modo in cui il femminile “magico” continui ancora oggi ad affascinare intere generazioni di ragazze. Perché dietro quell’estetica fatta di lune, libri e candele si nasconde spesso qualcosa di molto più profondo: il desiderio di sentirsi libere di essere complesse.
Il nome Endora, non a caso, richiama Endora, l’iconica madre di Samantha nella serie cult Bewitched. Ironica, elegante, potentissima e completamente insofferente alle convenzioni, Endora rappresentava una femminilità libera e anticonformista, spesso molto più moderna del mondo che la circondava.
Non stupisce che ancora oggi quel tipo di immaginario continui ad affascinare tante donne: perché dietro la “strega” televisiva si nascondeva già una figura femminile indipendente, creativa e impossibile da addomesticare. Ed è anche da quell’idea che sono nati il canale YouTube Endora e il suo bookclub: uno spazio dedicato a storie, libri e figure femminili pensato per donne curiose, libere e innamorate della cultura.

Ma dietro le immagini curate dei social c’è qualcosa di più profondo.
Le giovani donne di oggi vivono in una società iper-performativa: bisogna essere produttive, presenti, brillanti, sempre raggiungibili, sempre perfette. L’immaginario witchy, invece, propone l’opposto: lentezza, mistero, introspezione, ritualità, connessione emotiva, sorellanza.
Perfino il successo di estetiche come la dark academia o il cottagecore racconta il bisogno di evadere da una realtà sempre più veloce e razionale, per recuperare spazi simbolici in cui sentirsi autentiche.
Non è un caso che, soprattutto dagli anni Settanta in poi, molti movimenti femministi abbiano recuperato proprio la figura della strega come simbolo politico e culturale. Per molto tempo, infatti, la strega è stata il modo con cui la società definiva le donne considerate “troppo”: troppo intelligenti, troppo indipendenti, troppo sensuali, troppo difficili da controllare.
Ed è forse anche per questo che il femminismo ha finito per riconoscersi in quella figura. Perché dietro i processi, le superstizioni e i miti popolari si nascondeva spesso qualcosa di molto più semplice e umano: donne che volevano decidere della propria vita.

Il fascino delle streghe.
In fondo, la strega continua ad affascinare perché rappresenta una donna che non chiede continuamente il permesso di esistere.
E forse è proprio questo il motivo per cui, dopo secoli, le streghe non sono mai davvero scomparse dal nostro immaginario. Cambiano gli abiti, cambiano i linguaggi, cambiano i social network. Ma quella figura femminile libera, misteriosa e difficile da controllare continua ancora oggi a parlarci.ente no. Perché la figura della strega continua a raccontare qualcosa che riguarda profondamente il femminile: la libertà.
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