Il più recente lavoro della sociologa, counselor professionista e mediatrice familiare napoletana, Francesca G. Marone, è Le Custodi dell’anima, appena uscito per la collana Le Stanze di Salani Editore. L’intervista

Francesca G. Marone, sociologa, counselor professionista e mediatrice familiare, vive a Napoli. Ha appena pubblicato il romanzo Le Custodi dell’anima appena uscito per la collana Le Stanze di Salani Editore.

Le Custodi dell’anima.

Nel XII secolo, Sibilla, giovane regina data in sposa a Ruggero II come parte di uno strategico accordo politico, si ritrova in una corte che la vuole docile, fertile e silenziosa. Tuttavia, scopre segretamente la forza dei libri e della scrittura: una biblioteca proibita, un monaco che la istruisce nell’arte delle lettere e un amore impossibile che le apre prima la mente e poi il cuore. Al suo fianco c’è Heloise, fedele compagna che le offre un rifugio di tenerezza e sorellanza incrollabile.

Secoli più tardi, Gina nasce povera e indesiderata in un piccolo borgo vicino Cava de’ Tirreni. Emarginata, picchiata e privata dell’opportunità di studiare, sceglie di scappare travestendosi da ragazzo per infiltrarsi in un’abbazia. Qui scopre i libri, si lascia incantare da Dante, trova un maestro che cambia la sua vita e si innamora, ma quell’amore si trasforma presto in violenza.

Quando un terremoto devasta tutto ciò che ha intorno a sé, Gina rimane sola e incinta. Tornata al suo paese natale, trova la forza di ricostruire la casa di famiglia e trasformarla in una locanda, scegliendo con risolutezza di essere madre, lavoratrice e donna libera in un contesto che tenta continuamente di piegarla.

Nel presente, Mariasole raccoglie il filo invisibile delle donne che l’hanno preceduta. Inspirata dai racconti della nonna Gina, sente il bisogno di agire e non rimanere spettatrice passiva. Accompagnata dal compagno Giacomo, parte per l’Afghanistan con l’obiettivo di fondare una scuola per bambine. Porta con sé un libro, un bagaglio di ricordi e una domanda che la assilla: quanto può spingersi lontano l’amore quando si trasforma in una responsabilità verso il mondo?

Tre donne forti: una regina medievale, una figura dell’inizio del Novecento, e una ragazza dei nostri giorni. Tre epoche intrecciate in una narrazione unica che esplora le vite e le battaglie silenziose di generazioni di donne contro oppressione e sottomissione.

Abbiamo intervistato Francesca G. Marone in esclusiva per Pink Magazine Italia.

Come nasce la tua passione per la scrittura?

Credo di aver sempre scritto, fin da ragazzina, ma ho maturato tardi la consapevolezza per la pubblicazione. Ho lavorato tantissimo negli anni, frequentando corsi di scrittura creativa, corsi di editing, di poesia e di scrittura per il cinema.

Ho messo da parte una quantità di quaderni di bozze e racconti scritti a mano, poi diversi file sul pc. Poi mi sono ritrovata dall’altra parte a tenere corsi di scrittura. Tuttavia, prima di iniziare a scrivere, ho iniziato a leggere molto presto perché nella mia famiglia, a partire da mia nonna, la letteratura è stata sempre centrale nei dialoghi a tavola e nei salotti familiari. Devo la mia passione a un’eredità morale tutta femminile in famiglia.

Ti dedichi a tante attività, tra le quali l’editing, il coaching letterario e il counseling, oltre alla tua attività come scrittrice, insomma, puoi essere considerata una artista a tutto tondo, quale è però l’attività che senti di più affine a te o quella che ti rispecchia di più? 

Non percepisco una linea di demarcazione tra queste attività che hai ricordato, anzi negli ultimi anni ho trovato una perfetta armonia fra le mie varie competenze. Il coaching letterario è nato proprio da una sintesi fra la mia indole incline all’aiuto e all’incoraggiamento e la mia esperienza di autrice. Mi procura piacere e soddisfazione accompagnare la crescita di un progetto di scrittura, lo faccio con grande rispetto per le voci altrui. Credo da sempre che indirizzare sia diverso da insegnare, e che non bisogna avere mai la presunzione di sostituire la nostra voce a quella di altri.

Prima di tutto però mi penso come lettrice e autrice.

Di cosa tratta il tuo ultimo lavoro Le custodi dell’anima? E cosa sono per te le “custodi dell’anima”?

Questo ultimo libro è un romanzo storico incentrato su figure femminili che, ognuna a modo proprio, lottano per conquistare il diritto alla conoscenza e al sapere. È anche una storia sulla maternità non sempre facile da comprendere e da intraprendere, sul tradimento, sulla sottomissione al potere e ai condizionamenti sociali e culturali. Ma soprattutto è una storia sull’anima e sulla libertà.

Le custodi dell’anima sono quelle persone che, nelle nostre vite, sanno essere presenti senza arrecare oppressione e percepiscono l’esistenza di qualcosa che sopravvive a noi e perciò sanno investire ogni gesto di una scelta etica per chi verrà dopo di noi.

A chi consiglieresti di leggere, in particolare, la tua ultima opera?

A tutti coloro che amano le storie ricche di atmosfera e di personaggi, condite con un po’ di realismo magico per scoprire ciò che sembra invisibile ma non lo è davvero.

Che evoluzione ha subito il tuo stile di scrittrice e come è cambiata la tua prospettiva a partire dal tuo romanzo di esordio, Poche rose, tanti baci (Castelvecchi Editore), arrivando sino all’ultima tua creazione letteraria, Le custodi dell’anima?

Credo che lo stile sia cambiato insieme a me. Fortunatamente non siamo esseri cristallizzati e il cambiamento è vita. Il mio primo romanzo era una sorta di memoir, forse necessario per me, per sanare un rapporto paterno doloroso. Era un lavoro molto sentito e spontaneo, mi ha regalato una segnalazione di merito al prestigioso premio Calvino per esordienti e tante emozioni dai lettori ma oggi non potrei più scrivere in quel modo. Ho acquisito strumenti tecnici per poter narrare di me e della vita attraverso storie, personaggi ed epoche lontani da me. Una dimensione letteraria che mi affascina molto anche da lettrice.

Parlaci dei tuoi prossimi progetti.

Ecco, difficilmente parlo di quello che ho in corso d’opera perché ho bisogno di un periodo di tempo di isolamento e di intimità, devo stare da sola con il mio mondo interiore. Ho un dialogo serrato con tutte le altre me stessa! Posso dire però che ho già in partenza un nuovo progetto che mi appassiona moltissimo. Inoltre continuerò a seguire autrici e autori per i loro progetti di scrittura.

Rivela ai nostri lettori un tuo sogno come donna e uno come scrittrice.

Come donna avere ancora tanto tempo e tanta vita in salute, per esprimere la mia curiosità e il mio mondo interiore, e soprattutto utopisticamente mi piacerebbe guardarmi attorno e trovare un po’ di pace e di serenità.

Come scrittrice invece vorrei vedere un mio romanzo, magari proprio l’ultimo, tradotto per portarlo a lettori di altri paesi, essendo stata una viaggiatrice nel mondo mi piacerebbe che tutti potessero riconoscersi nelle mie storie.

Link per l’acquisto: Le custodi dell’anima

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