La ragazzina raccontata da Valeria Parrella per Feltrinelli: in un connubio di passato e presente, una giovane donna con un’armatura e un piercing, è “la pulzella d’Orléans”, Giovanna d’Arco, santa per la Chiesa cattolica, eroina nazionale per i francesi, catturata e messa al rogo dagli inglesi.

Valeria Parrella ci narra la vicenda di Giovanna rapendo il lettore in un incantesimo narrativo. Ci s’innamora di questa ragazzina figlia del decano del paese, con il labbro arricciato come un becco, veloce nel telaio, destinata a faccende di casa ma che invece sguscia via dall’involucro assegnato dai tempi per diventare l’eroina senza paura e senza macchia che conosciamo.

“Le ragazzine fanno la guerra cambiando le regole”

Nel maggio del 1428, seguendo le indicazioni delle “voci”, Giovanna d’Arco si tagliò i lunghi capelli, indossò vestiti maschili e intraprese la missione che Dio le aveva assegnato.

Tentarono di ridurla questa giovane donna che non potevano domare. “La gente odia essere messa in crisi” e Giovanna era ed è una perenne ricerca, un oltre, un varco, una crisi che invita all’agire e al cambiamento, che smuove tempi e persone, che desidera e chiede al Signore di “essere abbastanza per i sogni che ha”.

“Quando una persona è diversa dagli altri, gli altri non sanno dove sistemarla, ma proprio dentro di sé, non sanno cosa pensarne, come dimenticarla, come chiamarla, se guardarla o meno. Quando una persona è diversa dagli altri, sono gli altri a diventare diversi e non tutti sono pronti a essere diversi, perché essere uguali è molto più rassicurante”.

Giovanna è grazia, passione, ardore, coraggio ma anche fragilità, paura, delicatezza come ogni ragazza normale.

Indomita e fiera, al galoppo di un destriero bianco, brandendo il vessillo della purezza, Giovanna conduce il suo destino che s’intreccia con quello della sua patria: la Francia.

La vendetta, figlia del timore, la insegue. I vili, quelli che di fronte alle donne indomite pensano di annientarle apostrofandole di parole cattive e che si accaniscono sul corpo per romperne la voce lo assediano e sono in agguato.

Giovanna, la ribelle.


Ben settanta furono i capi d’accusa verso la “ribelle” Giovanna, tra cui l’eresia, la stregoneria, e persino l’essersi vestita da uomo, al tempo un reato accostabile all’eresia.

Ad appena diciannove anni la pulzella d’Orleans viene condannata a morte e arsa viva nella città di Rouen.

Giovanna d’Arco insegna con il suo esempio e la sua fierezza, alle ragazze di oggi a credere fermamente nel proprio valore e a non farsi limitare dai pregiudizi sociali. La sua storia dimostra che con la determinazione, il coraggio e l’integrità, una giovane donna può superare qualsiasi ostacolo, guidare gli altri e lasciare un segno indelebile nel mondo.

Non occorre, infatti, aspettare il permesso del mondo per esprimere il proprio talento e il vero carisma non è legato all’età o allo status sociale, ma alla trasparenza e all’esempio. Nemmeno di fronte alle critiche o alle avversità bisogna rinunciare alla propria vocazione. Mai.

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