È una commedia romantica d’altri tempi, Messaggi per Isabelle, che unisce amore, sorellanza, ironia con un pizzico di nostalgia.
Come dimenticare le classiche commedie romantiche anni duemila che ti facevano passare una bellissima serata in compagnia delle tue migliore amiche? Magari mangiando schifezze e indossando pigiama in pile di dubbio gusto? Messaggi per Isabelle ha tutti gli ingredienti perfetti per essere quel tipo di commedia romantica.
Frizzante, ma non banale. Romantica, ma non smielata. Commovente al punto giusto. Perché se è vero che una RomCom deve divertire, è anche vero che non sarebbe perfetta se non ci facesse piangere… almeno un po’.
La sorellanza.
Prima di essere una storia d’amore, Messaggi per Isabelle, disponibile su Netflix, è una storia di sorelle. Il legame indissolubile tra Jill e Isabelle è qualcosa di puro che va oltre i limiti di tempo e spazio. È un altro modo di rappresentare l’amore. Jill ed Isabelle sono l’una il porto sicuro dell’altra.
Già all’inizio del film lo spettatore viene a conoscenza della precaria condizione di salute di Isabelle. Tuttavia la pellicola non si sofferma sul dolore, sulla sofferenza, ma ha il coraggio di compiere un passo in più.
Segue la vita parallela di due sorelle che fin da bambine hanno un legame speciale, fatto d’amore, solidarietà e confronto. Jill, fa sempre il resoconto della propria giornata alla sorellina, molto spesso costretta a letto. Le racconta aneddoti, risse avvenute a scuola, gossip. Vive la sua vita, ma lo fa anche per la sorella, rendendola continuamente partecipe di una vita che lei non può vivere pienamente.
È un amore che non esclude ma condivide. È un legame di sorellanza forte che non teme il giudizio degli altri.
Una delle scene più belle che descrive la purezza di questo rapporto è quella del ballo. Jill è al ballo di fine anno scolastico. Isabelle è in ospedale. Sono al telefono, parte la loro canzone. Le due bambine non hanno dubbi, unite nella musica e nel cuore. Jill balla a centro pista, da sola, una coreografia inventata da lei e la sorella.
I compagni la guardano perplessi, ma lei non li vede, lei vede solo Isabelle, dall’altra parte del telefono che sta facendo lo stesso. E infatti, Isabelle, in piedi sul letto dell’ospedale, attaccata a dei tubicini, balla la stessa coreografia ascoltando la musica dall’altro capi del telefono. Il medico e i genitori la guardano dal vetro, forse un po’ dubbiosi, ma ad Isabelle non interessa.
Lei è alla festa con Jill in quel preciso istante. Telefonate e messaggi vocali saranno il filo che le terrà legate per sempre.

Il superamento del lutto.
Il tema del lutto è affrontato in modo delicato e razionale. Perdere qualcuno, per quanto doloroso, non può significare dover mettere in pausa la propria vita. Jill insegue i suoi sogni e le proprie ambizioni lavorative.
Questo non significa che nasconde il dolore o lo mancanza, semplicemente impara a conviverci. Ognuno affronta un lutto a modo proprio. Il modo di Jill è quello di non interrompere quel filo. Il film non descrive il lutto come una fine, ma come un modo diverso di portare qualcuno con sé. Isabelle continua a vivere nei ricordi di Jill. D’altra parte, Jill, non smette mai di raccontare la sua vita alla sorella, come ha sempre fatto.
Questo non è semplicemente un modo per evadere il dolore, ma è il collante essenziale per non troncare un legame troppo forte per essere spezzato dalla perdita.
I messaggi vocali lasciati ad Isabelle diventato per Jill una sorta di confessionale, uno spazio sicuro, senza giudizio, come era l’abbraccio della sorella. Si potrebbe pensare che Jill non voglia lasciare andare Isabelle. In parte è vero. Ma il suo modo di elaborare il lutto, non è egoista, non è fine a sé stesso. Nella raccontare le proprie giornate storte, i propri dubbi, Jill continua a vivere anche per Isabelle.
La guarigione di Jill dalla perdita è un percorso graduale a cui non è possibile porre limiti di tempo. Si lascia andare solo quando si è davvero pronti e non quando sembra ragionevolmente giusto farlo.
Wess, il perfetto ragazzo imperfetto.
Tra nostalgia e commozione Messaggi per Isabelle lascia spazio anche al romanticismo. Il personaggio di Wess è dolce, un po’ impacciato, ironico. Non è il tipico ragazzo perfetto, figaccione, atletico. È un ragazzo normale e forse proprio per questo è perfetto. Si affeziona lentamente a Jill, ascoltandone la voce, conoscendone le fragilità. Wess non è il principe azzurro che vuole salvare Jill dalla sue vulnerabilità. Jill non ha bisogno di essere salvata.
Messaggi per Isabelle, infatti, oltre l’amore tra sorelle racconta anche uno specifico tipo di amore romantico. Non quello che cancella il dolore e fa sparire i problemi, ma quello che aiuta ad andare avanti nonostante tutto.
L’amore della vita vera. Wess riesce, grazie a Jill ad aprirsi verso emozioni che non pensava di poter provare e comprendere che essere fragili non ti rende debole, ma maturo. Allo stesso tempo Wess è per Jill un modo di capire che la vita va avanti e che non bisogna sentirsi in colpa di essere felici.
Jill non ha bisogno di un fidanzato, è la stessa Jill ha dichiararlo ed è vero. Wess, non è il contentino, non è un sostituto. È la persona giusta, capace di essere accanto a te e al tuo dolore senza ridicolizzarlo. Jill deve elaborare da sola la perdita, non sarà Wess a farla stare meglio, sarà lei a decidere quando è arrivato il momento di stare meglio. Quando è arrivato il momento di lasciare andare.
La catarsi.
Lasciare andare non significa dimenticare. Significa imparare ad andare avanti. Isabelle non tornerà indietro, ma continuerà a vivere nei ricordi di Jill. D’altro canto Jill continuerà a vivere la sua vita, a realizzare i suoi progetti, senza sentirsi in colpa di provare felicità. Anzi, lo farà ancora con più convinzione. Vivrà per due, gioirà per due, si emozionerà per due. Messaggi per Isabelle è un film sull’amore e sulle sue infinite declinazioni.
L’amore tra sorelle, quello di sangue, carnale, indissolubile che sfida tempo e spazio. Quello per la famiglia, quella che ci sarà sempre, qualunque scelta tu faccia. Quello per i propri sogni che per quanto possano sembrare irrealizzabili ti spronano a dare il meglio di te.
E infine, l’amore per l’altro, quello che accoglie le tue fragilità senza giudicarle, quello che aspetta i tuoi tempi e che sa stare al tuo fianco. Una commedia romantica, ma anche una storia di famiglia, di memoria, di dolore e di rinascita. Una carezza per l’anima.
Entra nella nostra community clicca qui: Newsletter
Sostienici, clicca qui: PINK





Comments are closed.