Spesso le canzoni raccontano una storia e a volte nascondono citazioni letterarie pronte a farsi cogliere e a svelare interessanti segreti nascosti tra le note

La musica è per molti una compagna di vita. Una canzone può salvare. Ascoltare musica non è solo un semplice passatempo. Quante volte capita di sentire una canzone alla radio e, facendo caso alle parole, pensare Ma sta parlando di me! Ecco, la musica è capace di parlare di noi senza farlo esplicitamente.

Vi è un filo invisibile che unisce le pagine della letteratura alla musica di ieri e di oggi. Un legame che non è solo un’ispirazione, ma una lente per decifrare il presente. Ascoltare delle canzoni che utilizzano dei riferimenti letterari per raccontare nuove storie è uno modo per immergersi in quel mondo letterario per scoprirne i segreti.

E se alcune citazioni vengono utilizzate nella musica per richiamare fedelmente l’opera, altre sono invece una porta d’ingresso per una nuova e più potente interpretazione.

Interessante è come la figura della donna venga richiamata in molte canzoni, utilizzata per riferirsi ad opere letterarie o resa protagonista delle stesse in una nuova veste. Vediamo alcuni esempi.

Kate Bush e il fantasma del desiderio.

Nella celeberrima Wuthering Heights del 1978, Kate Bush non sta solo citando Cime tempestose, il capolavoro di Emily Brontë, ma sta impersonando il fantasma di Catherine che torna a reclamare il suo Heathcliff, dando voce all’ossessione del desiderio femminile. Descrivendo un’immagine presente nel primo capitolo, il brano riesce perfettamente ad evocare una passione inquieta, un tormento senza fine, un amore ossessivo che non si affievolisce nemmeno dopo la morte. 

Heathcliff, it’s me, Cathy / Heathcliff, sono io, Cathy

I’ve come home, I’m so cold / Sono tornata a casa, ho così freddo

Let me in-a-your window / Fammi entrare dalla tua finestra

Il brano non è una semplice citazione, ma un riadattamento musicale dell’opera letteraria. Kate Bush dona voce e corpo all’antieroina Catherine, rendendola protagonista assoluta della storia. La sua dirompente presenza fantasmatica, onirica e sensuale, evidenzia una femminilità che desidera ardentemente e che non ha paura di esprimerlo. La Catherine di Kate Bush non è un’innocente romantica, ma una donna dal carattere forte e dai lati oscuri

You had a temper like my jealousy: / Tu avevi un carattere come la mia gelosia:

Too hot, too greedy / Così caldo, così bramoso.

Questi due versi esprimono sin da subito la dinamica relazionale tra i due amanti, fatta di desiderio e tormento. Poco dopo, il verso I hated you. I loved you, too / Ti ho odiato. Ti ho amato allo stesso tempo è un esplicito riferimento all’opera letteraria, Cime Tempestose che, infatti, si muove costantemente in un fragile equilibrio di sentimenti contrastasti.

Lana Del Rey e il ribaltamento della Lolita.

In ben due canzoni della cantautrice statunitense viene sottilmente citato il romanzo di Vladimir Nabokov, Lolita del 1955. La prima è proprio l’omonima Lolita, in cui Lana Del Rey cita il punch alla frutta e ripercorre in tutto il brano l’estetica del romanzo. L’intento di Lana Del Rey è quello di riappropriarsi dell’archetipo femminile creato da Nabokov. Una femminilità quasi disturbante creata dal desiderio maschile e per uno sguardo maschile, con Lana Del Rey subisce un ribaltamento fondamentale. Diventa un’estetica di potere capace di invertire le dinamiche del desiderio

Would you be mine? Would you be my baby tonight / Vorresti essere mio? Vorresti essere il mio tesoro stanotte?

Could be kissing my fruit punch lips in the bright sunshine / Potresti baciare le mia labbra di punch alla frutta nel sole splendente.

È Lolita, nel testo di Lana Del Rey a tenere le redini del gioco seduttivo e ad essere pienamente consapevole della propria femminilità.

L’altra canzone con un chiaro riferimento all’opera è Off the Races. Il brano ripercorre una relazione amorosa e tormentata fondata sulla dipendenza affettiva.

Light of my life, fire of my loins / Luce della sua vita, fuoco dei suoi reni.

Il verso del brano riprende l’incipit del romanzo di Nabokov, in cui il protagonista Humbert Humbert esprime il suo sentimento disturbante verso Dolores, un sentimento fatto di devozione e desiderio carnale.

Ancora una volta Lana Del Rey compie un ribaltamento significativo. Nel brano infatti è la voce narrante femminile ad esprimere un tale desiderio. La dinamica ossessiva e possessiva del rapporto viene ripresa, ma è la donna, ancora una volta ad esserne protagonista. Lei, con tono sfacciato e spudorato, desidera e pretende.

I Pinguini Tattici Nucleari e la donna guida.

Nel loro ultimo singolo Sorry Scusa Lo Siento, una favola gotica dal sapore estivo, I Pinguini Tattici Nucleari nascondono due citazioni letterarie a pochissima distanza l’una dall’altra.

Quando saltò l’ultima volta tra la luna ed i falò

Si dice che siano scappati tra le righe di una novel

Di Edgar Allan Poe.

Tra la luna e i falò è un chiaro riferimento al romanzo di Cesare Pavese La luna e i falò, mentre poco dopo viene chiamato in causa lo scrittore Edgar Allan Poe. Entrambe le citazioni donano un taglio particolare alla canzone. I

nfatti il romanzo di Pavese affronta il tema della solitudine, il dramma della perdita, mentre lo scrittore statunitense è considerato il padre della letteratura dell’orrore.

La canzone del gruppo musicale bergamasco pur raccontando una storia d’amore che passa da problemi di incomunicabilità, utilizza il concetto di esplorazione dei luoghi abbandonati come metafora del vagare in un universo per tentare di comprendersi.

Il protagonista della canzone, il ragazzo che si finge spettro, sembra avvicinarsi al protagonista di Pavese, solitario e quasi fantasma in una società nella quale fatica a ritrovarsi. La ragazza protagonista della canzone è una chiarissima discepola di Poe, affascinata dal mistero, dall’occulto, esplora una casa abbandonata nel tentativo di ritrovare sé stessa.

Le donne.

In generale, i testi dei Pinguini Tattici Nucleari, hanno il merito di elevare la figura femminile, essa è una guida sia sul piano emotivo che su quello intellettuale. L’idealizzazione della figura femminile rende quasi inefficace Freud, come sottolinea il testo Giovani Wannabe, in cui la figura femminile è capace di vedere il passato traumatico del protagonista e guidarlo verso una rinascita. Anche in questo caso un’efficace citazione letteraria:

Sul viso leggi il mio passato come Dorian

Portami dove vuoi, basta sia lontano da me.

In queste righe il riferimento letterario è Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde. Nel celebre romanzo di Wilde, Dorian corrode la propria anima compiendo abomini efficacemente delineati dal suo ritratto che invecchia e si deforma al suo posto.

Nella canzone dei Pinguini Tattici Nucleari, il protagonista vuole scappare dal suo passato, se ne vergogna, ma la protagonista femminile scorge questo passato attraverso cicatrici e pieghe del tempo ed è capace di amarle.

Nel brano la figura femminile diventa la salvezza di Dorian, non la sua ossessione, ma la guida verso la sua rinascita. In entrambi i casi citati la donna funge quasi da guida virgiliana in una dinamica amorosa che è un viaggio alla scoperta di sé stessi tramite l’intrecciarsi di sentimenti che arricchiscono anime affini.

Francesco Guccini e l’amore puro.

Nel brano Cirano, scritto con Ginacarlo Bigazzi e pubblicata nel 1996, Francesco Guccini, fa un chiarissimo riferimento a Cyrano de Bergerac, opera di Edmond Rostand e ispirata alla figura storica di Savinien Cyrano de Bergerac, uno degli scrittori più originale del seicento francese.

Venite pure avanti, voi con il naso corto

Signori imbellettati, io più non vi sopporto

Infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio

Perché con questa spada vi uccido quando voglio

Il brano è un inno all’anticonformismo e all’onestà intellettuale. Attraverso la metafora del naso corto, Guccini critica la mediocrità culturale e la squallido omologazione. Al contrario, Cirano, il protagonista del brano, accetta la sua diversità, il naso ingombrante come il protagonista di Rostand, e la usa come punto di forza, per non uniformarsi agli altri. La sua arma, la penna, colpirà la povertà intellettuale.

Pur lanciando un evidente messaggio politico, il brano ricalca pienamente la figura del Cyrano di Rostand, riprendendo, nell’ultima strofa, anche l’amore puro ed ideale nei confronti di Rossana.

Tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo

Dev’esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto

Dove non soffriremo e tutto sarà giusto

Anche in questo caso la figura femminile è salvezza, è ristoro. Guccini canta l’eroe romantico che si spoglia del machismo per mostrare sensibilità e fragilità e inchinarsi alla figura femminile, in grado di guarirlo dai mali del mondo.

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