La nuova serie di Prime, Off Campus, è un teen drama che piace molto ai Millenial, forse perché ha più coraggio dei soliti romance. Dai romanzi alla serie Tv, ecco la sua evoluzione.
La serie Off Campus è tratta dalla serie di libri omonimi scritti da Elle Kennedy. In particolare, la prima stagione della serie Tv segue le vicende del primo libro The Deal, integrando però sottotrame e personaggi dei libri successivi.
Se in questi giorni scrollate i social è quasi impossibile non trovare un reel o un post di apprezzamento per uno dei personaggi della serie. Premetto che ero parecchia scettica riguardo questo prodotto, non ho letto i libri e avevo il pregiudizio che fosse il solito romance con dinamiche tossiche e sesso estremo.
Sono contenta di essermi sbagliata. Dopo essere stata bombardata sui social, ho deciso di dare una possibilità alla serie. Così da neofita del genere sport romance e senza nemmeno aver letto una riga dei libri, ho cominciato a vedere gli episodi.
Mi è piaciuta molto e proprio per questo ho deciso di analizzare punti a favore (e qualcuno a sfavore) senza fare spoiler di questa serie. Ma attenzione. Doverosa premessa. Non avendo letto i libri, mi baserò principalmente su ciò che ho visto, anche se ho raccolto informazioni sulle differenze positive e negative tra libri e trasposizione.
Uno dei primi commenti che ho letto al riguardo, prima ancora di vedere il primo episodio, è stato “Questa serie piacerà soprattutto a chi non ha letto i libri”. In quel preciso momento ho deciso di dare una possibilità al romance.
Il clamoroso ritorno del romanticismo.
Partiamo dal presupposto che la serie si distacca leggermente dai libri. Come se non bastasse, molte persone che hanno letto libri e hanno anche visto la serie sono molto propense a preferire quest’ultima. Il motivo principale è la sostituzione delle scene spicy del libro, con scene romantiche e passionali della serie.
Non si tratta di eliminare lo spicy, ma di renderlo godibile e realistico. Libri romance di questo tipo, tralasciano fin troppo spesso la trama per dedicare intere pagine alle descrizioni fin troppo dettagliate delle scene di sesso. Descrizioni anatomiche dettagliate, pensieri dei protagonisti il più delle volte irrealistici in quei momenti e troppe, veramente troppe volgarità. Nelle serie Tv tutto questo si trasforma in giochi di sguardi, tensione, chimica e scene molto naturali, ben pensate e ben girate, nel rispetto degli attori.
A differenza di alcuni ultimi prodotti cinematografici romance, sempre tratti da serie Young Adult, Off Campus ha il merito di aver messo in risalto un valore che sembrava perduto. Il romanticismo. Il rapporto tra i due protagonisti è estremamente romantico, capace di coinvolgere ed emozionare lo spettatore, senza necessariamente chiamare in causa dinamiche disfunzionali. Non c’è possessività, non c’è gelosia morbosa, non ci sono comportamenti aggressivi. Un rapporto sano, romantico, puro, come dovrebbe essere.
Senza fare spoiler, mi limiterò a dire che anche la storia di due personaggi secondari è basata su un rapporto sano e maturo. Anche se non si può parlare ancora né di amore né di romanticismo in piena regola, siamo di fronte ad un altro esempio di frequentazione consenziente e rispettosa. I giovani coinvolti non hanno ancora le idee chiare sul loro rapporto, tuttavia anche in questo caso non ci sono dinamiche tossiche o pericolose.
Una serie vecchio stampo.
Il fatto che Off Campus stia piacendo molto alla mia generazione, quella dei Millenials e meno a quella successiva, la Gen Z, può risiedere nel suo essere una serie vecchio stampo. Amori al college, confraternite, sport di squadra, amiche di stanza,
Off Campus ha un’estetica che ultimamente si stava perdendo. Gli ultimi prodotti usciti, infatti, tra libri e serie Tv romance, oltre a presentare dinamiche quasi sempre al limite del tossico, hanno un’estetica completamente diversa e quasi irrealistica. Corse clandestine, lotte a corpo libero, droga e passati estremamente tormentati.
Off Campus fa tornare di moda la vita di tutti i giorni di un gruppo di ragazzi poco più che adolescenti. Amore, ambizioni, speranze per il futuro, sport. Nulla di assurdo, un contesto coerente con l’età dei protagonisti o con la vita di tutti. Il fatto che alla Generazione Z piacciano soprattutto dinamiche disfunzionali e personaggi dalle caratteristiche poco raccomandabili, resta per me un mistero.
Una critica mossa alla serie, più che ai libri, riguarda soprattutto le scene di sesso. Definite vaniglia, secondo molti, sceneggiatori e regista non hanno voluto osare, ma mettere in scena qualcosa di più patinato. Anche in questo, sembra che la serie voglia richiamare le serie di una volta, come Beverly Hills 90210 o la più recente O.C., con scene di sesso non necessariamente spinte, ma più romantiche e funzionali alla trama. Credo che anche, e forse soprattutto per questo, la mia generazione sia stata estremamente colpita da questa serie. Ben scritta, romantica e con dei personaggi sviluppati adeguatamente e sempre coerenti.

La rivincita del Golden Boy.
Per troppo tempo si è dato fin troppo risalto al prototipo del malessere. Narcisista, menefreghista, irrispettoso, egoista, era il protagonista per eccellenza di libri Young Adult e New Adult e di film e serie tratti da essi. E la dinamica ampiamente abusata degli enemies to lovers ha un po’ stancato. Off Campus dona risalto ad un tipo di ragazzo troppo spesso bistrattato: il Golden Boy. Il Golden Boy è il ragazzo perfetto, di bell’aspetto, popolare, brillante, di solito atleta, carismatico e amato da tutti, che non ha bisogno di fare il gradasso per piacere.
Garrett Graham, protagonista maschile della prima stagione di Off Campus, è il Golden Boy per eccellenza. Questo tipo di prototipo maschile è stato purtroppo associato al ragazzo d’oro un po’ impacciato, troppo buono per piacere, o peggio al ragazzo perfetto, ma estremamente antipatico che lungo la storia si trovava inevitabilmente a scontrarsi col malessere di turno che in fondo in fondo (molto in fondo) è un bravo ragazzo.
Off Campus rovescia questa dinamica. Il Golden Boy è un ragazzo di valore, simpatico, gentile che non finge di odiare la protagonista per paura di mostrare sentimenti e fragilità.
La dinamica tra Garrett ed Hannah parte da un’amicizia, per poi evolversi in modo naturale. Senza entrare nei dettagli per non incorrere in spoiler, ci tengo a dire che sono rimasta molto colpita di come è stato scritto il personaggio di Garrett. In una scena in particolare, Garrett non si vergogna a tirare fuori le sue emozioni e le sue fragilità davanti ad Hannah. Un momento forte, emozionante, che dimostra quanto può essere vero e amabile un ragazzo sensibile.
Anche il personaggio di Dean, che ha già conquistato il cuore di tutte, (spoiler, non il mio, io sono team John Logan) può essere definito un Golden Boy. Nonostante si comporti inizialmente da Playboy, è chiaro già dalle prime puntate, come sia maturo e rispettoso. Il suo personaggio mi ricorda moltissimo Dylan di Beverly Hills 90210. Bello, carismatico, un po’ scostante, convinto di non volersi impegnare, ma che quando si innamora da tutto sé stesso. Altro che malesseri.
Mascolinità sana.
Un altro valore aggiunto alla serie Off Campus, presente anche nei libri, è la mascolinità sana. Il gruppo dei protagonisti maschili, compagni di squadra di hockey sul ghiaccio sono amici davvero. E questo non è scontato. Lo spirito di squadra è palpabile, non c’è competitività tra loro, ognuno rispetta il proprio ruolo e fa il meglio per la squadra. Oltre a questo, Garrett e i suoi amici sono famiglia.
Condividono gli spazi, la casa, le preoccupazione, le responsabilità. È davvero bello, sano ed educativo, vedere in una serie un gruppo di ragazzi che non competono a suon di testosterone, ma si sostengono a vicenda.
Nell’episodio dedicato alla festa del Ringraziamento, molto sentita negli Stati Uniti, i ragazzi decidono di fare una videochiamata di gruppo, visto che alcuni sono rimasti al campus e altri no. Può sembrare una banalità, ma la scelta di scambiarsi gli auguri, pur non essendo insieme, rivela un grande rapporto di amicizia. Fa bene al cuore vedere rapporti così.
Anche il triangolo amoroso che si prospetta già dai primissimi episodi, tra Garrett, Hannah e Justin, non diventa mai una componente potenzialmente pericolosa o tossica. Nessuno dei due ragazzi mostra gelosia morbosa nei confronti di Hannah, i due si studiano, si rispettano e non si scontrano come i tipici maschi alpha della maggior parte dei romance.

Differenze con il libro: pro e contro.
Nonostante non abbia letto i libri, ho fatto delle ricerche accurate per comprendere le principali differenze tra il libro e la serie e poter azzardare un giudizio. Per quanto riguarda le scene spicy non mi ripeterò. Probabilmente era vero il primo commento che ho letto. Mi piace la serie perché non ho letto i libri. Se vi piace leggere descrizioni spinte di scene romantiche fate pure.
Un grande pro della serie è che non si concentra solo sulla dinamica di Garrett e Hannah, ma esplora, sin dai primi episodi, le dinamiche sociali e relazionali degli altri personaggi. In questo modo la narrazione è più coerente rispetto al libro, più naturale. Se la serie di libri dedica un libro ad ogni coppia, lasciando sullo sfondo gli altri personaggi che prenderanno centralità in seguito, la serie Tv si muove in modo più corale, dando spazio, sin da subito a tutti.
Questa scelta è un’arma a doppio taglio, perché c’è il rischio, in una seconda o terza serie di non aver troppi argomenti, dato che alcuni sono stati già sviluppati nella serie. Ciò potrebbe portare a stravolgere troppo la trama dei libri, il che farebbe infuriare i lettori. Io sono a favore della scelta di coinvolgere più personaggi già all’inizio e sono fiduciosa del fatto che i creatori abbiano pensato a come sviluppare le dinamiche successive.
Un altro pro della serie è il ruolo della musica. A differenza del libro, dove Justin è un atleta, nella serie Tv è un musicista. Questo avvicina ancora di più il suo personaggio ad Hannah rendendo la loro dinamica molto più interessante. Inoltre, la musica non è solo uno sfondo, come invece rischiava di essere nel libro, ma è motore pulsante della vita di Hannah. Colonna sonora e canzoni danno anche una spinta in più alla storia, evidenziando i momenti più importanti.
Uno dei lievi problemi della serie è il rapporto di amicizia tra Garrett e John Logan. Nei libri sembra essere molto più sviluppato, approfondito, mentre nella Serie Tv sembra, al momento, aver poco margine. Inoltre, i fan dei libri hanno descritto il personaggio di John Logan come piatto rispetto ai libri. Parere personalissimo, a me non sembra piatto, mi sembra solo diverso rispetto a Garrett o a Dean.
Loro sono fatti per emergere, John Logan sembra essere un personaggio più schivo e riservato. Il fatto che la serie abbia deciso di smussare un po’ il suo carattere e renderlo diverso non lo trovo negativo. Forse però la dinamica tra lui e Garrett doveva avere maggior risalto. Non è escluso che accada nelle serie successive però.
Ultima nota dolente, forse la più grave, è il grande e per me unico contro della serie. Non potendo fare spoiler non entrerò troppo nei dettagli, tuttavia è bene evidenziare il difetto della serie rispetto ai libri. Nel libro sia Garrett che Hannah hanno dei traumi importanti da elaborare. Il loro passato non è sinonimo di aggressività o diffidenza verso il prossimo, anzi, entrambi sono personaggi molto positivi.
Tuttavia le loro vite e il loro rapporto risente dei loro traumi, inoltre le tematiche vengono ampiamente sviluppate. Nella serie Tv, invece, i traumi di Garrett e Hannah rimangono sullo sfondo. Per quanto questa scelta possa essere giustificata dall’obiettivo di voler dare leggerezza ad una serie romantica, è chiaro che determinate tematiche non possono passare in sordine. Anche senza appesantire il tono della narrazione, il passato dei due ragazzi poteva essere affrontato meglio o poteva avere delle conseguenze maggiori nel loro rapporto.
Analizzati i pro e contro, mi sento di promuovere la serie Off Campus. È leggera al punto giusto, i personaggi sono carismatici, genuini, la storia scorre e le dinamiche sono coinvolgenti. Finalmente una serie che non si vergogna di essere romantica e che non ha bisogno di mettere in scena relazioni tossiche per risultare emozionante.
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