Un incontro minuscolo che cambia lo sguardo sul mondo — e su sé stessi. Il romanzo di Chloe Daltonè per Neri Pozza è un memoir che sussurra (e ci resta dentro).
Con Io e la lepre, pubblicato da Neri Pozza, Chloe Dalton firma un libro raro: uno di quelli che non alzano mai la voce e proprio per questo si fanno ascoltare fino in fondo. Nel gelo immobile di una campagna invernale, mentre il mondo sembra sospeso, accade l’imprevedibile: un incontro con un leprotto appena nato, fragile e invisibile agli occhi distratti. Da quel gesto esitante — salvarlo o lasciarlo al suo destino — prende forma una storia che è insieme intima e universale.

Natura, cura e libertà: una lezione senza retorica.
La forza del libro sta tutta qui: nel rifiuto ostinato della retorica. Dalton non “racconta” soltanto il rapporto con l’animale, lo attraversa con una delicatezza quasi etica. Non c’è desiderio di possesso, né di addomesticamento: semmai il contrario. Imparare a esserci senza invadere, a proteggere senza trattenere.
E mentre la lepre cresce, selvatica, irriducibile, anche la protagonista cambia. Non per epifanie fragorose, ma per piccoli spostamenti interiori, quasi impercettibili. Una trasformazione che passa attraverso l’attenzione, la pazienza, il rispetto.
Perché leggerlo oggi?
In un tempo rumoroso e accelerato, Io e la lepre è un invito radicale alla sottrazione. Non è solo un memoir, né soltanto una storia naturale: è un piccolo manifesto sull’urgenza di ristabilire un rapporto più giusto con ciò che ci circonda.
E lo fa senza predicare, ma mostrando. Con una scrittura lirica ma asciutta, capace di restituire la meraviglia senza mai indulgere nel sentimentalismo. Un romanzo che, chiuso l’ultimo capitolo, lascia addosso una domanda sottile: quanto abbiamo dimenticato di vedere?
Link per l’acquisto: Io e la Lepre – Dalton
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